Manifesto

Cosa Facciamo

Cosa Facciamo (8)

Concessione del Patrocinio e uso del Logo

La Concessione del Patrocinio è assolutamente necessaria se si vuole organizzare un Corso con la Scuola.


La Concessione del Patrocinio è semplicissima da ottenere.


CHI può richiedere il Patrocinio della Scuola e l'uso del Logo?

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--> I Formatori (indistintamente dal fatto che siano di Primo o Secondo Livello) proponendo un programma in linea con quelli già fatti negli anni (se non si dispone di un programma linea, farne menzione in fase di richiesta).

-->Una Associazione, un Ente Organizzatore, una Scuola (pubblica o privata), chiunque sia interessato alla divulgazione di quanto proposto dalla Scuola Potatura olivo, ecc. proponendo un programma in linea con quelli già fatti negli anni (se non si dispone di un programma linea, farne menzione in fase di richiesta).



A CHI va richiesto il Patrocinio della Scuola e l'uso del Logo?

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-->Il Patrocinio va richiesto unicamente attraverso la mail istituzionale info[@]scuolapotaturaolivo.it

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Campionati Regionali

    I Campionati Regionali

    Dopo aver stabilito le regole della potatura semplificata dell'Olivo allevato a Vaso Policonico da Terra si è reso necessario andare oltre i Corsi organizzati in tanti anni. Quindi una necessità e una opportunità di confronto data a tutti i partecipanti.

I Campionati Regionali di Potatura dell’Olivo allevato a Vaso Policonico rappresentano un momento di confronto a conclusione di percorsi formativi annualmente intrapresa dalla Scuola di Potatura dell’Olivo (www.scuolapotaturaolivo.it) in gran parte del territorio olivicolo nazionale. Le iniziative, a dimostrazione della diversità territoriale del settore, interessano ogni Regione con l’obiettivo di coinvolgere professionisti del settore, hobbisti, tecnici ed ogni altra tipologia di addetti, nella padronanza e nella divulgazione dei principi basilari per la corretta esecuzione della potatura.

La proposta riguarda essenzialmente la semplificazione della tecnica con rapidi ed essenziali interventi annualmente eseguiti senza penalizzare il potenziale produttivo degli alberi ed anche riducendo i tempi di lavoro. Le operazioni potranno essere eseguite direttamente da terra grazie all’ampia ed innovativa gamma di attrezzature manuali, elettriche e pneumatiche dotate di prolunga telescopica che consentono di evitare l’uso delle scale causa fonte, spesso, di gravi infortuni sul lavoro.

Organizazione gare dal 2002, divulgazione Corsi di Formazione dal 1990 a cura di Giorgio Pannelli
Partecipazione delle fortissime donne al Concorso Nazionale

    La manifestazione è nata da un progetto ideato e realizzato dai citati organizzatori (nelle persone di Barbara Alfei - Assam Marche, Giorgio Pannelli - direttore scientifico dei Corsi e delle Gare, leggi currriculum>  oggi direttore della Scuola di Potatura Olivo - e dello scomparso e compianto Antonio Ricci, direttore scientifico di Olio e Olivo, giornalista, agronomo esperto e dirigente di organizzazioni economiche nel settore agricolo) che si sono resi interpreti  della necessità di sensibilizzare, a livello nazionale, quanti operano in olivicoltura.

Nell' anno 2002 vede la luce il primo campionato italiano. Le regole sono semplici e la difficoltà sta nell'applicarle in un tempo definito (10minuti) su tre piante (quindi 30 minuti), vedi sezione Regole di Gara.
E' dato l'accesso ai Campionati organizzati nella propria regione a tutti i partecipanti che hanno frequentato un Corso Base (meglio se hanno praticato almeno un anno in oliveti); i più bravi andrano avanti verso il Campionato Nazionale.

Premiazione Campione Italiano

    Nelle diverse edizioni del campionato si è instaurato un confronto fra olivicoltori e tecnici per affermare e divulgare i principi fondamentali che devono essere adottati per una equilibrata potatura delle piante. Una opportunità che si rinnova da sedici anni e che ha assunto, e tutt'ora assume, un ruolo di momento catalizzatore per affinare ulteriormente la tecnica della potatura.


I finalisti dei ogni regione competono al Concorso Nazionale: qui i finalisti di un concorso

    Regole di Gara

a) Ogni partecipante al Campionato dovrà dotarsi di attrezzatura propria per l’esecuzione dei tagli.
b) È ammessa solo attrezzatura manuale ( forbici, seghetto e svettatoio. Non è permesso l’uso di altra attrezzatura agevolata da dispositivi elettrici, pneumatici o a motore) e la potatura avverrà con operazioni effettuate da terra.

Prova richiesta: potatura di produzione/riforma a Vaso Policonico.
Ogni partecipante dovrà operare su tre piante adulte in un tempo massimo di 30 minuti (10 minuti per pianta).
La prova è valutata da una Giuria presieduta dal Giorgio Pannelli (CRA - OLI, Spoleto), composta da tecnici e giudici della Scuola di Potatura Olivo.

Parametri valutati dalla Giuria sui quali verrà stilata la Classifica finale
                    1. Conformazione della cima (punteggio da 0 a 4)
                    2. Equilibrio tra le branche primarie (punteggio da 0 a 4)
                    3. Numero e disposizione delle branche secondarie (punteggio da 0 a 4)
                    4. Equilibrio vegeto-produttivo (punteggio da 0 a 4)
                    5. Rispondenza alla conformazione ideale (punteggio da 0 a 4)

Punteggio minimo è 36/60, punteggio massimo 60/60.

Se parità di punteggio verrà considerato il fattore tempo.

    Il campionato rappresenta un momento di confronto di elevato livello fra "cultori della potatura" che sono arrivati al traguardo finale dopo aver superato le competizioni selettive dei vari campionati regionali che vengono organizzati nella maggior parte delle aree olivicole della penisola e delle isole.
    Una partecipazione, quindi, di elevata professionalità e sempre più agguerrita, che è la testimonianza di un percorso non sempre facile avviato nel 2002 dagli organizzatori con il preciso obiettivo di coinvolgere istituzioni pubbliche e private e categorie professionali nel promuovere iniziative territoriali nei confronti di olivicoltori, tecnici, hobbisti  per trasmettere e divulgare quei principi basilari che devono essere applicati per una corretta pratica della potatura.
    I risultati ottenuti, da ritenere positivi, richiedono però ulteriori azioni rivolte a divulgare "l’arte della potatura" con l’istituzione di corsi la cui didattica teorica e pratica deve avere una sua continuità nel tempo e non limitata al solo periodo formativo.

    Ecco perché la Scuola offre un iter formativo serio articolato in tre punti: a) partecipazione al Corso Base (che da accesso alla Gara di Potatura). Partecipando anche al b) Corso avanzato (giornate di confronto e di risoluzione di dubbi tra potatori 'esperti') si potrà richiedere gratuitamente e per sempre l'iscrizione all'elenco nazionale dei Potatori certificati. (requisito minimo è c) l'ottenimento di un punteggio minimo di 45/60 ad una gara, vedi sezione dedicata).

Momenti di Gara

Manifesto

Prima di elencare quali sono le regole che ci prefissiamo desideriamo fare una PICCOLA PREMESSA: non esiste una pianta sana su un territorio malsano. La cura delle nostre piante inizia principalmente dalla cura per il nostro territorio, la nostra Terra. Il rispetto per il suolo e l'ambiente necessita di conoscenze.
Al giorno d'oggi siamo sufficientemente in grado di tener presente le regole essenziali per "toccare" il meno possibile l'equilibrio naturale delle cose. E' una strada meno facile da intraprendere ma è la strada giusta da fare.

DO WHAT IS RIGHT, NOT WHAT IS EASY,
FAI LA COSA GIUSTA, NON CIO' CHE E' FACILEParole di una giovane liceale durante una manifestazione per il pianeta

POTARE SEMPRE

          TAGLIARE POCO

                      OPERARE DA TERRA

Queste 3 regole sono le tre regole fondamentali da applicare alla potatura semplificata dell'Olivo allevato a Vaso Policonico.

POTARE SEMPRE Potare sempre vuol semplicemente dire che dobbiamo potare le piante annualmente. Una pianta in equilibrio vegeto-produttivo ha bisogno di pochi minuti di intervento all'anno. Se una pianta è ben potata ogni anno andranno rimossi soltanto i succhioni dell'anno precedente e le branchette esaurite.

TAGLIARE POCO Tagliare poco vuol semplicemente dire che una volta che la pianta è stata potata e sono state eliminate tutte le strutture legnose in eccesso (riforma, da farsi una volta sola nella vita della pianta) i tagli da effettuare saranno sempre meno fino ad arrivare a non dover più effettuarli poiché poteremo sempre.

OPERARE DA TERRA Operare da terra implica alla base la riforma di cui abbiamo parlato. Una pianta non deve superare i 4-4,5 metri di altezza. Con strumenti telescopici si raggiunge facilmente questa altezza massima dove troveremo soltanto le cime da reimpostare.

Potare bene e rapidamente l'olivo. La forma di allevamento più aderente alle necessità dell'olivicoltura italiana è certamente quella del vaso policonico, resa, però, aderente alle attuali necessità agronomiche, economiche e sociali. La parola d'ordine oggi deve essere potatura agevolata e semplificata. Occorre quindi smettere di utilizzare le scale, cercando di limitare al massimo il costo dell’intervento.

L’olivicoltura deve essere gestita come la frutticoltura, dove la potatura annuale non è mai stata messa in discussione e dove gli interventi sono rispettosi delle esigenze della specie e del produttore. Nella pratica olivicola, invece, si assiste a numerose deroghe dagli interventi ideali, prevedendo varia turnazione negli anni, vari livelli di intensità di taglio e, recentemente, anche l’impiego di macchine per il taglio indiscriminato di porzioni periferiche di chioma. In ogni caso, l’alternativa che si intende praticare dovrebbe essere comparata con una rapida potatura annuale su piante allevate a vaso policonico semplificato, ma anche con testimoni da tempo non potati, sulla base dei costi diretti di potatura e raccolta e di quelli indiretti per mancata produzione in piante squilibrate in senso vegetativo.

In ogni caso, come già evidenziato dal Morettini, la potatura deve essere considerata una pratica a disposizione dell'olivicoltore per completare una tecnica colturale già elevata in tutti i suoi aspetti. Con una corretta potatura si dovrebbe provvedere a:

  1. definire gli obiettivi agronomici e tecnologici da perseguire;
  2. ricercare il miglior equilibrio tra attività vegetativa e produttiva;
  3. ridurre al minimo indispensabile la struttura legnosa che, al termine delle operazioni di potatura, dovrebbe risultare quasi invisibile perchè assente nella porzione superiore di chioma e nascosta dalla vegetazione secondaria in quella inferiore;
  4. salvaguardare la regolarità della forma con interventi prioritari eseguiti procedendo dall’alto verso il basso;
  5. rinnovare la vegetazione fruttificante con decisi interventi di selezione tra le branche secondarie o terziarie, quando necessario;
  6. trascurare gli interventi meno determinanti;
  7. operare da terra con attrezzatura agevolatrice (sia manuale che meccanica) e con tempi di intervento prefissati.

Occorre quindi smettere di utilizzare le scale per la potatura (ed anche per la raccolta), cercando di limitare al massimo il costo dell’intervento. Le operazioni eseguite da terra, oltre al superamento dei numerosi problemi di sicurezza del lavoro (nel caso si raccomanda l’uso di un casco con visiera), consente di abbreviare tempi e costi dell’intervento, migliorando anche la qualità del lavoro per una migliore visibilità dell’albero.

Se senti tua questa filosofia di operare non ti rimane altro che diventare uno di noi.

Per poter proseguire l’iter formativo coloro che decidono di aderire alla Scuola non devono entrare in conflitto con la stessa, con quanto scritto nel manifesto e non devono intraprendere iniziative singolarmente a nome del sito, della scuola ecc., ecc.

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Diventare Formatore di Primo Livello

Diventare Formatore di Primo Livello

Diventare formatore di Primo livello della Scuola di Potatura dell’Olivo consente l’assunzione di un ruolo di primaria importanza, per la possibilità di trasmette le conoscenze direttamente nell’oliveto, dove le problematiche sono concrete e stringenti.

Essere formatore di primo livello della Scuola di Potatura dell'Olivo significa avere esperienza pluriennale in olivicoltura, con particolare riferimento alla potatura dell’olivo allevato a Vaso Policonico. Deve conoscere ed interpretare le varietà più diffuse nella regione di appartenenza; deve saper modulare la potatura sulle caratteristiche dell’oliveto, delle piante e della locale tecnica colturale.

Requisiti per l’iscrizione all’elenco nazionale dei Formatori di Primo livello

  1. Essere iscritto all'elenco dei Potatori Certificati dalla Scuola
  2. Essere iscritto all'elenco dei Giudici dalla Scuola
  3. Diploma di scuola secondaria di secondo grado (secondo ciclo di studio dell’istruzione obbligatoria) oppure titolo di scuola secondaria di primo grado (primo livello del secondo ciclo di studio dell’istruzione obbligatoria) a condizione che il richiedente sia stato promotore ed organizzatore di almeno due eventi diretti da Giorgio Pannelli (documenti da allegare)
  4. Richiesta di iscrizione corredata da curriculum vitae contenente elenco dei titoli ritenuti idonei allo scopo. Una eventuale valutazione negativa preclude la possibilità di accedere alle successive valutazioni
  5. Superamento di una prova teorica (presentazione a scelta) su tematiche inerenti la potatura, oltre ad una dimostrazione pratica di potatura commentata eseguita personalmente da terra su piante di ogni possibile tipologia a discrezione della commissione (allevamento, produzione, riforma, ecc., ecc.,)

NOTA BENE: Per essere Formatore della Scuola Potatura Olivo si richiede massima convinzione (oltre a massima preparazione) sul fatto che la Potatura semplificata a Vaso Policonico è l’unica forma di allevamento dell’olivo che risulta realmente efficace per l’olivicoltura nazionale. Il formatore si impegna quindi alla divulgazione senza se e senza ma di tale forma di allevamento; è la conditio sine qua non. Chi infrange questa regola viene immediatamente espulso dalla Scuola.

Tutti coloro risultati idonei per l’iscrizione all’elenco dei Formatori di Primo Livello che desiderano intraprendere attività formativa potranno fregiarsi di uno specifico patrocinio da parte del direttore della scuola dietro presentazione del programma definitivo del corso.
L'iscrizione prevede la partecipazione ai corsi periodici di aggiornamento.

 [antispreco cartaceo: non chiediamo spedizioni cartacee per assolvere quanto sopra. Si può fare tutto semplicemente attraverso l'invio via e-mail dei documenti comprovanti le partecipazioni e il conseguimento di idoneità allegando fotocopia digitalizzata di un documento di identità in corso di validità.]

Le regole della Potatura

Come potare un olivo. Le regole della potatura da terra a Vaso Policonico


    La forma di allevamento più aderente alle necessità dell'olivicoltura italiana è certamente quella del vaso policonico, resa, però, aderente alle attuali necessità agronomiche, economiche e sociali. La parola d'ordine oggi deve essere potatura agevolata e semplificata. Occorre quindi smettere di utilizzare le scale, cercando di limitare al massimo il costo dell’intervento.

    L’olivo può ritenersi una specie molto plastica che si adatta a numerosi modelli di gestione della chioma, ma con risultati produttivi soggetti a notevole variabilità in funzione del grado di soddisfazione dalle sue naturali esigenze fisiologiche. Gli alberi assicurano sempre una benché minima quantità di prodotto, ma le reali potenzialità produttive restano spesso nascoste. La plasticità, ritenuta una vantaggiosa prerogativa della specie rappresenta, invece, il suo principale problema poiché non lascia percepire al produttore la perdita di produzione che si verifica quando le piante sono disturbate nel loro naturale comportamento da condizioni di coltivazione deroganti dalle ideali.

    La potatura dell’olivo ha mutato nei secoli i suoi connotati seguendo di pari passo il mutare degli indirizzi sulle forme di allevamento delle piante, insieme a quello delle esigenze agronomiche, economiche e sociali del comparto. Dalla fine dell’Ottocento fino ai primi decenni del Novecento l’unica proposta di allevamento dell’olivo era il “vaso dicotomico”, dove le originarie 3-4 branche primarie subivano ripetute cimature per stimolare varie divisioni dicotomiche, per agevolare “l’appoggiata” delle scale con cui gli agricoltori dell’epoca operavano diffusamente. In tal modo, però, le piante tendevano ad una progressiva affermazione della porzione superiore di chioma a discapito di quella inferiore, per cui si rendeva necessaria una periodica “stroncatura” della struttura primaria (acefalia), con l’intenzione di rinvigorire la porzione inferiore di chioma. L’intervento, per quanto rovinoso e dispendioso sia per l’albero che per l’impresa per almeno 2-3 anni, era all’epoca comunemente praticato anche per soddisfare i bisogni energetici (legna) della famiglia contadina.

    Un primo sostanziale contributo al progresso del settore avvenne tra il 1920 ed il ’30, quando subentrò una nuova scuola di pensiero con la quale si suggeriva di rinunciare alla dicotomia per realizzare una nuova forma di allevamento denominata “vaso policonico”, secondo cui la chioma poteva sviluppare fino all’altezza desiderata, ma su di un solo germoglio “lussureggiante” per ognuna delle originarie 3-4 branche primarie (Marinucci M., 1933; Roventini, 1936; Tonini, 1929). La chioma appariva formata da altrettanti coni inclinati di 30-45° circa e vuoti internamente, uniti per la base ma separati nettamente al vertice, in modo tale da assegnare ad ognuno di essi la “funzione di cima”. Così facendo le piante evitavano l’affermazione della porzione superiore di chioma ed esprimevano pienamente il potenziale produttivo nella porzione inferiore, ricca di branche secondarie pienamente funzionali e rinnovabili.

    Un secondo essenziale contributo al progresso del settore fu reso disponibile dalle esperienze di Morettini (1955 e 1964) condotte durante il periodo 1941-’54 in provincia di Firenze su piante delle due cultivar Frantoio e Moraiolo e nel corso del periodo 1949-’62 in provincia di Viterbo su piante della cultivar Canino. In entrambe le occasioni furono effettuate osservazioni sulla quantità di prodotto, sulla resa in olio, sulle spese per la potatura e la raccolta e sulla statura di piante, in parte sottoposte a razionale potatura annuale ed in parte non potate. I risultati consentirono di affermare che con la potatura annuale non si incrementa durevolmente la produttività complessiva dell’olivo e non si modifica sostanzialmente l’andamento dell’alternanza, dipendendo la fruttificazione da un complesso di fattori pedoclimatici e dall’azione esercitata dalle pratiche colturali, che concorrono a potenziare lo stato nutrizionale dell’albero ed a regolare la fruttificazione. Ciò nonostante, la potatura annuale fu ritenuta una pratica di indubbia utilità dal punto di vista economico, in considerazione delle notevoli, minori spese richieste per la raccolta delle olive le quali, già allora, incidevano in modo sempre più rilevante sull’economia dell’oliveto. Per un miglioramento produttivo si suggeriva, però, di associare alla potatura annuale la razionale applicazione delle altre pratiche colturali.

    Anche alla luce delle attuali, migliorate conoscenze di fisiologia vegetale tutti i suddetti insegnamenti sono confermati, con particolare riferimento alla opportunità di soddisfare il naturale desiderio di sviluppo della chioma e di salvaguardare una benché minima parte della sua porzione apicale. La prima necessità deriva dal rapporto chioma/radici che, dovendo produrre un risultato tendenzialmente stabile, consente di condizionare gli equilibri tra attività vegetativa e produttiva. Nel secondo caso le piante esercitano il fenomeno fisiologico della dominanza apicale mediante il quale le foglie e le gemme apicali regolano l’entità della crescita, l’angolo d’inserzione, il numero e la lunghezza dei rami e delle branche determinando, nel complesso, le dimensioni e la forma dell’albero.

    La forma di allevamento suggerita per la realizzazione della nuova olivicoltura e per la ristrutturazione di quella tradizionale nel rispetto della naturale conformazione della chioma dell’olivo è quella a vaso policonico resa, però, aderente alle attuali necessità agronomiche, economiche e sociali da rapidi interventi cesori eseguiti da terra con attrezzatura eventualmente prolungabile (potatura agevolata), su una struttura legnosa limitata all’essenziale (potatura semplificata) e con interventi solo sostanziali e prioritari. A tale forma si riconosce il merito di assecondare per decenni le suddette necessità fisiologiche, di consentire l’intercettazione di una elevata quantità di energia radiante mediante esposizione alla luce delle foglie e della superficie fruttificante, di presentarsi compatibile con le esigenze dei sistemi di raccolta sia con pettini agevolatori che meccanica con vibratori del tronco. Questa versatilità deriva dalla possibilità di modificare la forma dell’albero da un cilindro basso e largo ad uno stretto ed alto, semplicemente orientando diversamente le branche e/o le cime, senza incidere sullo sviluppo volumetrico della chioma.


Il preziosissimo Volume "Olivicoltura", di A. Morettini (1950)
è ancora attualissimo al giorno d'oggi

    Turni e metodi di potatura dovranno essere scelti in base alla necessità di conservare la condizione di equilibrio tra attività produttiva e vegetativa, da cui emerge l’opportunità di brevi ma costanti interventi manuali volti a prevenire l’insorgenza di processi degenerativi dalla forma ideale. Interventi periodici consentono, infatti, l’affermazione di vigorose formazioni vegetative sia sulla struttura primaria che nella zona prossimale delle branche secondarie che, oltre a comportare maggiori oneri per la successiva eliminazione, incidono negativamente sulla ricerca del miglior equilibrio sottraendo risorse alle formazioni vegetative e produttive di reale interesse. Le operazioni di potatura su olivo allevato correttamente a vaso policonico “semplificato” andrebbero eseguite, quindi, secondo priorità e tempi assegnati, in modo tale da salvaguardare le potenzialità produttive degli alberi e limitare i costi al minimo indispensabile. In tal modo l’alternanza produttiva tenderà a limitarsi a quella indotta da insormontabili cause ambientali ed anche l’annosa disputa sull’opportunità di modificare l’intensità degli interventi cesori in funzione dell’annata di carica/scarica non avrà più ragione di esistere.
L’olivicoltura dovrebbe essere gestita come la frutticoltura, dove la potatura annuale non è mai stata messa in discussione e dove gli interventi sono rispettosi delle esigenze della specie e del produttore. Nella pratica olivicola, invece, si assiste a numerose deroghe dagli interventi ideali, prevedendo varia turnazione negli anni, vari livelli di intensità di taglio e, recentemente, anche l’impiego di macchine per il taglio indiscriminato di porzioni periferiche di chioma. In ogni caso, l’alternativa che si intende praticare dovrebbe essere comparata con una rapida potatura annuale su piante allevate a vaso policonico semplificato, ma anche con testimoni da tempo non potati, sulla base dei costi diretti di potatura e raccolta e di quelli indiretti per mancata produzione in piante squilibrate in senso vegetativo.

In ogni caso, come già evidenziato dal Morettini, la potatura deve essere considerata una pratica a disposizione dell'olivicoltore per completare una tecnica colturale già elevata in tutti i suoi aspetti. Con una corretta potatura si dovrebbe provvedere a:

1) definire gli obiettivi agronomici e tecnologici da perseguire;
2) ricercare il miglior equilibrio tra attività vegetativa e produttiva;
3) ridurre al minimo indispensabile la struttura legnosa che, al termine delle operazioni di potatura, dovrebbe risultare quasi invisibile perché assente nella porzione superiore di chioma e nascosta dalla vegetazione secondaria in quella inferiore;
4) salvaguardare la regolarità della forma con interventi prioritari eseguiti procedendo dall’alto verso il basso;
5) rinnovare la vegetazione fruttificante con decisi interventi di selezione tra le branche secondarie o terziarie, quando necessario;
6) trascurare gli interventi meno determinanti;
7) operare da terra con attrezzatura agevolatrice (sia manuale che meccanica) e con tempi di intervento prefissati.

    Occorre quindi smettere di utilizzare le scale per la potatura (ed anche per la raccolta), cercando di limitare al massimo il costo dell’intervento. Le operazioni eseguite da terra, oltre al superamento dei numerosi problemi di sicurezza del lavoro (nel caso si raccomando l’uso di un casco con visiera), consente di abbreviare tempi e costi dell’intervento, migliorando anche la qualità del lavoro per una migliore visibilità dell’albero.

Al termine di queste brevi considerazioni, ed a dimostrazione di quanto tempo e quante occasioni sono state sprecate negli ultimi decenni, ci piace ricordare quanto sinteticamente descritto da Nizzi Grifi (1955) a conclusione di un lungo ed articolato percorso di sperimentazione e divulgazione sulla potatura dell’olivo che vide la partecipazione ed il coinvolgimento di tutte le allora maggiori competenze scientifiche e tecniche. L’Autore ritenne la miglior forma per l’olivo quella policonica, ideata ed attuata dal Roventini in Toscana e dal Tonini in Umbria. “A quella bisogna arrivare se si vuole coltivare l’olivo con concetti di razionalità e con il fine di una elevata produttività. Occorre quindi una potatura di riforma degli olivi allevati a vaso dicotomico, senza mezze misure o compromessi che porterebbero a tornare sulla stessa pianta ed a formare dopo 2 o 3 anni vuoti che meno facilmente si riempirebbero di frasca. Meglio riformare a fondo 100 olivi che riformarne 150 a mezzo per salvare qualche mezza branca allo scopo di guadagnare un po’ di olive”.

Le regole secondo Nizzi Grifi (1955)

  • Occorre abituarsi a ragionare con la pianta perché è sempre la pianta il miglior consigliere ed il più chiaro suggeritore
  • Ogni anno la potatura dell'olivo dovrebbe consistere nella precisazione delle punte e nel taglio della vecchia frasca a frutto (taglio dal di sotto), ove necessario
  • Nell'olivo non si deve mai spuntare né biforcare. Questo è tutto e non è molto. Non si richiede più tempo, pur ripassando tutte le piante, perché i tagli sono pochi e decisi
  • Non c'è, ne ci deve essere uno "sforbicciacchiamento" minuto della frasca e quindi il lavoro, una volta che le piante siano state portate alla loro chioma, è celere
  • Di legno grosso meno ce n'è e meglio è. Basta quel tanto che è necessario per portare la massima quantità di frasca e non di più

Da allora nessuna nuova iniziativa formativa organica è stata più intrapresa sulla potatura dell’olivo, mentre sono rapidamente e miseramente fallite tutte le proposte di coltivazione, allevamento e potatura “miracolose” nel frattempo formulate. Il risultato è che in vaste aree olivicole la potatura, quando praticata, viene eseguita con tecniche irrazionali ed anche nelle aree interessate dai suddetti percorsi formativi si assiste ad un regresso colturale e culturale con il ritorno alla “acefalia”. Il futuro agronomico della olivicoltura nazionale non sarà certo nelle ennesime proposte “miracolose” di cui tuttora si legge diffusamente , ma in una organica proposta formativa compatibile con le caratteristiche strutturali e produttive del settore, così come illustrate in (05 ottobre 2013 in Strettamente Tecnico > L'arca olearia).
Il campionato nazionale di potatura dell’olivo allevato a vaso policonico, preceduto da numerose selezioni regionali, a loro volta precedute da attività formativa, va proprio in questa direzione, intendendo ripristinare percorsi formativi in collaborazione con locali Istituzioni ed Associazioni professionali e, particolarmente, con i diretti interessati.

Bibliografia
Nizzi Grifi L., 1955. La produzione dell’olivo può essere raddoppiata. Ed. Ispettorato Provinciale dell’Agricoltura, Firenze: 56 pgg.
Roventini A., 1936. La ricostituzione olivicola attraverso la potatura. Nuovi Annali dell’Agricoltura. Anno XVI, n. 3: 213-225.
Tonini S., 1929. Potatura dell’olivo. Ed. Tipografia Perugina, Perugia: 18 pgg.
Marinucci M., 1933. La potatura dell’olivo e la “funzione di cima”. Estratto da “Atti XI Congresso Internazionale di Olivicoltura”. Lisbona 26 novembre-1 dicembre: 12 pgg.
Morettini A, 1955. La potatura dell’olivo secondo un’esperienza quindicennale. L’Italia Agricola, 8: 95-115.
Morettini A., 1964. La potatura dell’olivo. Influenza sulla produzione e sul fenomeno dell’alternanza. L’Italia Agricola, 2: 119-134.
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Diventare Formatore di Secondo Livello

Diventare Formatore di Secondo Livello

Il Formatore di Secondo Livello è il massimo livello fruibile nella Scuola di Potatura dell’Olivo.
Il Formatore di Secondo Livello trasmette le conoscenze sia teoriche che pratiche, sia in aula che nell’oliveto, dove sono tangibili le problematiche di coltivazione e potatura dell’olivo.

Essere Formatore di Secondo Livello della Scuola di Potatura dell'Olivo significa avere esperienza pluriennale in olivicoltura, con particolare riferimento alle problematiche agronomiche ed ambientali di coltivazione dell’olivo, insieme ad una dettagliata conoscenza di tutte le problematiche connesse con la potatura dell’olivo allevato a Vaso Policonico. Deve conoscere anche le più importanti varietà nazionali di olivo; deve saper modulare le tecniche di coltivazione e potatura alle caratteristiche dell’oliveto, delle piante e della locale tecnica colturale.

Requisiti per l’iscrizione all’elenco nazionale dei Formatori di Secondo Livello

  1. Essere iscritto all'elenco dei Potatori Certificati dalla Scuola
  2. Essere iscritto all'elenco dei Giudici dalla Scuola
  3. Diploma di scuola secondaria di secondo grado (secondo ciclo di studio dell’istruzione obbligatoria) oppure titolo di scuola secondaria di primo grado (primo livello del secondo ciclo di studio dell’istruzione obbligatoria) a condizione che il richiedente sia stato promotore ed organizzatore di almeno due eventi diretti da Giorgio Pannelli (documenti da allegare)
  4. Richiesta di iscrizione corredata da curriculum vitae contenente elenco dei titoli ritenuti idonei allo scopo. Una eventuale valutazione negativa preclude la possibilità di accedere alle successive valutazioni
  5. Superamento di una prova teorica (presentazione a scelta) su tematiche inerenti i principali aspettidi tecnica colturale sul terreno (gestione, concimazione, irrigazione) e sulla pianta (raccolta, potatura, difesa), oltre ad una dimostrazione pratica di potatura commentata eseguita personalmente da terra su piante di ogni possibile tipologia a discrezione della commissione (allevamento, produzione, riforma, ecc.)

NOTA BENE: Per essere Formatore della Scuola Potatura Olivo si richiede massima convinzione (oltre a massima preparazione) sul fatto che la Potatura semplificata a Vaso Policonico è l’unica forma di allevamento dell’olivo che risulta realmente efficace per l’olivicoltura nazionale. Il formatore si impegna quindi alla divulgazione senza se e senza ma di tale forma di allevamento; è la conditio sine qua non. Chi infrange questa regola viene immediatamente espulso dalla Scuola.

Tutti coloro risultati idonei per l’iscrizione all’elenco dei Formatori di Secondo Livello che desiderano intraprendere attività formativa potranno fregiarsi di uno specifico patrocinio da parte del direttore della scuola dietro presentazione del programma definitivo del corso.
Prevede la partecipazione ai corsi periodici di aggiornamento.

[antispreco cartaceo: non chiediamo spedizioni cartacee per assolvere quanto sopra. Si può fare tutto semplicemente attraverso l'invio via e-mail dei documenti comprovanti le partecipazioni e il conseguimento di idoneità allegando fotocopia digitalizzata di un documento di identità in corso di validità.]

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Diventare Giudice di Gara

Chi è il Giudice di gara

Il Giudice di Gara della Scuola è una figura di importanza rilevante all’interno della Scuola.

Deve possedere capacità e conoscenze utili a saper riconoscere errori nella realizzazione di un Vaso Policonico.
Deve quindi saper riconoscere e intuire le conoscenze del potatore attraverso la lettura di una pianta basandosi sui cinque parametri fondamentali (numero e conformazione delle cime, equilibrio e disposizione delle branche primarie, numero e disposizione delle branche secondarie, equilibrio vegeto-produttivo, rispondenza alla conformazione ideale).

Sono richieste conoscenze specifiche sulla pianta dell’olivo.

Coloro che non hanno le caratteristiche sottostanti e che desiderano diventare giudici dovranno essere valutati dalla Commissione di Esame dell’anno in vigore.

Possono fare richiesta di iscrizione all’elenco dei giudici di gara della regione di appartenenza coloro hanno almeno uno dei punti sottoelencati

  1. 1. I classificati dal primo al terzo posto di qualunque Campionato Nazionale "Forbici d'oro" di potatura o del "Trofeo Roventini"
  2. 2. I vincitori di almeno un campionato di potatura della regione di appartenenza (soltanto se in giuria vi sono almeno 2/3 dei giudici certificati dalla Scuola, sull'attestato deve essere riportato Logo della Scuola e la dicitura valido per l'iter formativo di Potatore Certificato della Scuola Potatura Olivo)
  3. 3. Essere idonei a qualsiasi Campionato Nazionale "Forbici d'oro" o Regionale per almeno 3 volte con il punteggio minimo di 45/60 (e, soltanto, per il regionale, se in giuria vi sono almeno 2/3 dei giudici certificati dalla Scuola, sull'attestato deve essere riportato Logo della Scuola e la dicitura valido per l'iter formativo di Potatore Certificato della Scuola Potatura Olivo)

Il successivo passo prevede di:.
esercitare per almeno 2 volte il ruolo di Giurato in una giuria in cui è assicurata la presenza di almeno un Giudice Certificato della Scuola, anche proveniente da altra Regione.
La nomina potrà avvenire solo dietro comunicazione ed approvazione da parte dei responsabili della scuola

Soltanto chi è già iscritto all'Elenco Potatori Certificati può richiedere quanto sopra.
L’iscrizione all’elenco dei giudici di gara esclude la partecipazione a manifestazioni agonistiche in qualità di partecipante

L’iscrizione sarà firmata/autorizzata dal direttore della Scuola e il Giudice verrà iscritto nella sezione dedicata del menù ->Crediti->Elenco Giudici.

NOTA BENE: Per essere Giudice della Scuola Potatura Olivo si richiede massima convinzione (oltre a massima preparazione) sul fatto che la Potatura semplificata a Vaso Policonico è l’unica forma di allevamento dell’olivo che risulta realmente efficace per l’olivicoltura nazionale. Il Giudice si impegna quindi alla divulgazione senza se e senza ma di tale forma di allevamento; è la conditio sine qua non.
- Il Giudice si impegna altresì a non partecipare più a nessuna manifestazione (gara).
- Chi infrange queste regole viene immediatamente espulso dalla Scuola
.

[antispreco cartaceo: non chiediamo spedizioni cartacee per assolvere quanto sopra. Si può fare tutto semplicemente attraverso l'invio via e-mail dei documenti comprovanti le partecipazioni e il conseguimento di idoneità allegando fotocopia digitalizzata di un documento di identità in corso di validità.]

 

 [antispreco cartaceo: non chiediamo spedizioni cartacee per assolvere quanto sopra. Si può fare tutto semplicemente attraverso l'invio via e-mail dei documenti comprovanti le partecipazioni e il conseguimento di idoneità allegando anche un documento di identità in corso di validità.]

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Diventare Potatore Certificato

Chi è il Potatore Certificato?

Il Potatore Certificato dalla Scuola è un operatore che ha seguito l’iter seguente.
Egli può operare negli oliveti in maniera autonoma  a nome della Scuola con la qualifica di Potatore Certificato.
Egli possiede un “riconoscimento” che comprova la sua acquisita professionalità per quanto riguarda la potatura semplificata dell’olivo allevato a Vaso Policonico secondo le regole dettate dalla Scuola (vedi sezione dedicata).


Iter per diventare Potatore Certificato

  1. Partecipazione ad un corso di olivicoltura di almeno 12 ore nella regione di appartenenza oppure altra regione diretto da Giorgio Pannelli o Patrocinato dalla Scuola
  2. Partecipazione ad un corso avanzato di potatura nella regione di appartenenza oppure altra regione (es. Assam, Ancona) purché diretto da Giorgio Pannelli o Patrocinato dalla Scuola
  3. Conseguimento di idoneità al Campionato regionale di appartenenza (soltanto se la giuria è composta da almeno 2/3 da giudici certificati dalla Scuola, 2 su 3, 3 su 4 o 4 su 5) oppure al Campionato Nazionale "Forbici d'oro" o al "Trofeo Roventini" con un punteggio minimo di 45/60

 

La mancanza di uno dei precedenti requisiti esclude momentaneamente dall’iscrizione all’elenco che, invece, potrà essere realizzata al suo conseguimento (anche con ordine diverso dal precedente).

 

 [antispreco cartaceo: non chiediamo spedizioni cartacee per assolvere quanto sopra. Si può fare tutto semplicemente attraverso l'invio via e-mail dei documenti comprovanti le partecipazioni e il conseguimento di idoneità allegando anche un documento di identità in corso di validità.]

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