Gara di Potatura

Storia

Storia (3)

Gare di Potatura

    La necessità delle GARE di POTATURA

    Dopo aver stabilito le regole della potatura semplificata dell'Olivo allevato a Vaso Policonico da Terra si è reso necessario andare oltre i Corsi organizzati in tanti anni. Quindi una necessità e una opportunità di confronto data a tutti i partecipanti.

Le Gare di potatura non sono nate per creare una competizione fine a se stessa ma, come detto prima, di concedere ai vari professionisti e amanti dell'olivo un momento di confronto che vuole essere costruttivo.

Durante le nostre gare non ci sono sconfitti , ricordiamoci sempre cosa disse un grande personaggio che ha cambiato la storia:

"IO NON PERDO MAI. O VINCO O IMPARO!Nelson Mandela

Le Gare di potatura vengono organizzate in ogni regione e in seguito solo i primi 3 classificati al Campionato Regionale della regione di appartenenza potranno partecipare al Campionato Nazionale.

In seguito una attentissima e preparatissima giuria valuterà le piante potate (con l'utilizzo di strumenti manuali di ogni genere ma manuali, no elettrici, a motore, ecc., ...) da terra dai vari concorrenti (e-s-c-l-u-s-i-v-a-m-e-n-t-e seguendo le regole del Vaso Policonico): vedremo in seguito quali sono le regole delle Gare.

    Nascita delle Gare, un pò di Storia

    Il campionato nazionale di potatura dell’olivo allevato a vaso policonico “Forbici d’Oro” organizzato dall’ASSAM-Marche, dal CRA-Oli (ora CREA-OFA) e dal Gruppo editoriale Il Sole 24 Ore (ora New Business Media), nato nelle Marche si svolge ora anche in altre Regioni che hanno ritenuto questa iniziativa non una competizione fine a sé stessa ma una opportunità per confrontare la professionalità di potatori provenienti dalle diverse aree olivicole italiane.

Organizazione gare dal 2002, divulgazione Corsi di Formazione dal 1990 a cura di Giorgio Pannelli
Partecipazione delle fortissime donne al Concorso Nazionale

    La manifestazione è nata da un progetto ideato e realizzato dai citati organizzatori (nelle persone di Barbara Alfei - Assam Marche, Giorgio Pannelli - direttore scientifico dei Corsi e delle Gare, leggi currriculum>  oggi direttore della Scuola di Potatura Olivo - e dello scomparso e compianto Antonio Ricci, direttore scientifico di Olio e Olivo, giornalista, agronomo esperto e dirigente di organizzazioni economiche nel settore agricolo) che si sono resi interpreti  della necessità di sensibilizzare, a livello nazionale, quanti operano in olivicoltura.

Nell' anno 2002 vede la luce il primo campionato italiano. Le regole sono semplici e la difficoltà sta nell'applicarle in un tempo definito (10minuti) su tre piante (quindi 30 minuti), vedi sezione Regole di Gara.
E' dato l'accesso ai Campionati organizzati nella propria regione a tutti i partecipanti che hanno frequentato un Corso Base (meglio se hanno praticato almeno un anno in oliveti); i più bravi andrano avanti verso il Campionato Nazionale.

Premiazione Campione Italiano

    Nelle diverse edizioni del campionato si è instaurato un confronto fra olivicoltori e tecnici per affermare e divulgare i principi fondamentali che devono essere adottati per una equilibrata potatura delle piante. Una opportunità che si rinnova da sedici anni e che ha assunto, e tutt'ora assume, un ruolo di momento catalizzatore per affinare ulteriormente la tecnica della potatura.


I finalisti dei ogni regione competono al Concorso Nazionale: qui i finalisti di un concorso

    Regole di Gara

a) Ogni partecipante al Campionato dovrà dotarsi di attrezzatura propria per l’esecuzione dei tagli.
b) È ammessa solo attrezzatura manuale ( forbici, seghetto e svettatoio. Non è permesso l’uso di altra attrezzatura agevolata da dispositivi elettrici, pneumatici o a motore) e la potatura avverrà con operazioni effettuate da terra.

Prova richiesta: potatura di produzione/riforma a Vaso Policonico.
Ogni partecipante dovrà operare su tre piante adulte in un tempo massimo di 30 minuti (10 minuti per pianta).
La prova è valutata da una Giuria presieduta dal Giorgio Pannelli (CRA - OLI, Spoleto), composta da tecnici e giudici della Scuola di Potatura Olivo.

Parametri valutati dalla Giuria sui quali verrà stilata la Classifica finale
                    1. Conformazione della cima (punteggio da 0 a 4)
                    2. Equilibrio tra le branche primarie (punteggio da 0 a 4)
                    3. Numero e disposizione delle branche secondarie (punteggio da 0 a 4)
                    4. Equilibrio vegeto-produttivo (punteggio da 0 a 4)
                    5. Rispondenza alla conformazione ideale (punteggio da 0 a 4)

Punteggio minimo è 36/60, punteggio massimo 60/60.

Se parità di punteggio verrà considerato il fattore tempo.

    Il campionato rappresenta un momento di confronto di elevato livello fra "cultori della potatura" che sono arrivati al traguardo finale dopo aver superato le competizioni selettive dei vari campionati regionali che vengono organizzati nella maggior parte delle aree olivicole della penisola e delle isole.
    Una partecipazione, quindi, di elevata professionalità e sempre più agguerrita, che è la testimonianza di un percorso non sempre facile avviato nel 2002 dagli organizzatori con il preciso obiettivo di coinvolgere istituzioni pubbliche e private e categorie professionali nel promuovere iniziative territoriali nei confronti di olivicoltori, tecnici, hobbisti  per trasmettere e divulgare quei principi basilari che devono essere applicati per una corretta pratica della potatura.
    I risultati ottenuti, da ritenere positivi, richiedono però ulteriori azioni rivolte a divulgare "l’arte della potatura" con l’istituzione di corsi la cui didattica teorica e pratica deve avere una sua continuità nel tempo e non limitata al solo periodo formativo.

    Ecco perché la Scuola offre un iter formativo serio articolato in tre punti: a) partecipazione al Corso Base (che da accesso alla Gara di Potatura). Partecipando anche al b) Corso avanzato (giornate di confronto e di risoluzione di dubbi tra potatori 'esperti') si potrà richiedere gratuitamente e per sempre l'iscrizione all'elenco nazionale dei Potatori certificati. (requisito minimo è c) l'ottenimento di un punteggio minimo di 45/60 ad una gara, vedi sezione dedicata).

Momenti di Gara

Potatura da terra

    Il Vaso Policonico: Potatura da Terra. perché?

    Anni di esperienze in campo in tutte le parti d'Italia, articoli su riviste scientifiche e riviste divulgative hanno dato risultati così soddisfacenti da poter confermare la reale efficacia di questa metodologia tanto voluta dal Roventini (prof. Alfredo Roventini) e divulgata in seguito dai suoi illustri colleghi come Tonini, Marinucci, Morettini e oggi più che mai dalla Scuola di Potatura Olivo.

    Oggi chi pratica questo tipo di allevamento non torna più indietro. Le prove concrete lo dimostrano, ma c'è di più, la POTATURA si effettua da TERRA.

    POTATURA DA TERRA, perché? Se ci soffermiamo sulla forma spiegata sinteticamente nella sezione dedicata ci accorgeremo subito che una pianta che ha assunto la forma del vaso policonico risulterà gestibile con attrezzi telescopici operando da terra.

L'abbandono della scala oggigiorno è un doveroso passo da affrontare per ogni operatore, professionista o amatore, perché livello di qualità lavorativa e sicurezza stanno alla base di tutto ciò; non saremo più soggetti a pericoli di caduta o obbligati a munirci di Modulo B (cfr. legge sulla sicurezza). In secondo luogo per motivi economici. La potatura da terra consente di ridurre drasticamente il tempo di potatura operatore/pianta e di facilitare la raccolta: ambedue, potatura e raccolta, saranno effettuati da terra. Si capisce così il risparmio in termini economici della gestione di un oliveto.

Perché basta con la scala? la scala è un oggetto obsoleto che è sempre stato utilizzato dai nostri nonni, un'abitudine strettamente legata alle tipologie sbagliate di potatura e di raccolta.

Perché basta con la scala? sono proprio le diverse forme di allevamento che non tenendo conto della fisiologia della pianta (e quindi del suo equilibrio vegeto-produttivo) danno crescita abnorme e "indisciplinata" della chioma e dell'apice della pianta; quest'ultima (la pianta) tenta di creare delle cime per andare a cercare ciò di cui più necessita: la LUCE - come ogni altra pianta anche l'olivo, e l'olivo più di tutte, vuol andare in alto -.

 


Si riesce a potare da Terra senza l'utilizzo della Scala che al giorno d'oggi deve diventare un oggetto obsoleto

    Il Vaso Policonico è la forma di allevamento che più si addice alla Olivicoltura Nazionale.

    Anni di esperienze in campo in tutte le parti d'Italia, articoli su riviste scientifiche e riviste divulgative hanno dato risultati ampiamenti soddisfacenti per poter confermare la reale efficacia di questa metodologia tanto voluta dal Roventini (prof. Alfredo Roventini) e divulgata in seguito dai suoi illustri colleghi come Tonini, Marinucci, Morettini e oggi più che mai dalla Scuola Potatura Olivo.

    Oggi chi pratica questa forma di allevamento non torna più indietro. Le prove concrete lo dimostrano, in tutta Italia. Le prove non provengono soltanto dai libri o dagli articoli ma dalle realtà localizzate in tutta Italia. Il VASO POLICONICO va costruito SENZA SE E SENZA MA.

    Ma IN BREVE, in cosa consiste il Vaso Policonico semplificato? e perché scegliere questa forma di allevamento?

a. rispetto della fisiologia della pianta quindi equilibrio vegeto-produttivo
b. dopo una prima riforma si otterrà facilità di potatura negli anni successivi, max. 10 minuti per pianta quindi riduzione dei costi di gestione
c. semplificazione della struttura legnosa della pianta
d. raccolta e trattamenti facilitati

La pianta a vaso policonico è formata dal tronco principale dal quale partono 3-4 branche principali inclinate dai 30 ai 45 gradi equidistanti dall'asse (120 gradi tra loro su pianta di 3 branche, 90 se con 4 branche) e non deve superare i 4-4,5 m di altezza per ovvi motivi: utilizzo di attrezzature telescopiche, potatura da terra (abbandono assoluto della scala), facilità di gestione (compresa la raccolta).
    Ogni branca principale deve avere una conclusione, o prolungamento, naturale ovverosia deve avere una "punta" o c"cima" per espletare le sue funzioni (chiamata appunto "funzione di cima" dal Roventini, 1936)

    La potatura semplificata dell'Olivo allevato a Vaso Policono seppur mantenendo i principi sopra elencati si distingue nel modo di procedere in base alle piante di fronte alle quali ci troviamo. Esse possono differire per varietà ("gentili", "semi-rustiche", "rustiche") quindi, tecnicamente parlando, per vigoria, portamento e densità della chioma. In base a questi parametri (aggiungendo anche quello dell'età della pianta e la latitudine) dovremo interpretare la potatura in base alle esigenze della pianta.

Ci troveremo ad operare semplificando gli interventi cesori senza penalizzare lo stato produttivo della pianta, riducendo i tempi di lavoro grazie anche all’ampia e innovativa gamma di attrezzature manuali, elettriche e pneumatiche dotate di aste telescopiche che consentono di effettuare gli interventi stessi direttamente da terra, evitando l’impiego di scale causa spesso di infortuni.

Sotto, fotografie di piante allevate a Vaso Policonico


Forma di allevamento a vaso policonico costituita secondo i principi del prof. Alfredo Roventini. Strutture allungate
di forma conica e ricche di fronda che si saldano nella porzione inferiore di chioma

 


Un esempio di riforma a vaso policonico di un esemplare adulto di olivo cv Leccino allevato nel Molise, precedentemente allevato a vaso dicotomico costantemente tarpato alla sommità.

Giovane olivo, cv Maurino


Olivo cv Leccino



Foto PB, TL, GP.

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